Tanto tuonò che piovve

E alla fine l’infortunio è arrivato. Distrazione della caviglia sinistra. Molto bene. Andavo dicendo, in giro, un po’ per scaramanzia, un po’ per battuta:

Ad Aprile 2018, a Londra, anche zoppo ci vado.

Ed ecco che l’imponderabile accade. Il lunedì di Pasqua. A pochi giorni dal raggiungimento dell’obiettivo tanto agognato, quello di completare il circuito delle 6 World Marathon Majors, il folle si azzoppa. Per giunta da solo. Sì, è vero: correre sul basolato è quanto di più complicato ci possa essere, ma cavoli, quando corri vuoi vedere bene dove metti i piedi, o no? mi hanno detto in tanti. Vi ringrazio di cuore, siete dei veri amici.

A 6 giorni dalla maratona di Londra, e dopo 13 giorni di fermo assoluto, ho provato a percorrere, quest’oggi, una decina di km. I postumi dell’infortunio alla caviglia mi son sembrati sufficientemente sotto controllo. Che dire… non ci speravo per nulla. Ero finanche demotivato per questa trasferta. Adesso, però, dopo il piccolo test di 11 km di stamani, cresce la speranza di giungere al traguardo londinese. Comunque e ad ogni costo. E saranno 33.

Let’s go to London City, brothers and sisters.

33) 22.04.2018 – London (GBR) XXXVIII London Marathon

Dal sito ufficiale, poi, si legge che:

Her Majesty The Queen will be the official starter for the 2018 London Marathon

Vuoi mettere…

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Mala tempora currunt

Sarà un anno ricco di insidie. E di gare. Le prime sono tutte da superare, le seconde da affrontare. Si inizia con quelle sulla mezza misura. E si inizia con la riuscitissima mezza maratona della mia città.

44) 04.02.2018 – V Napoli City Half Marathon – 01:36:15

Un grande plauso va a Carlo Capalbo, patron della Maratona di Praga e, da qualche anno, anche massimo esponente della Napoli Running, il quale in pochissime edizioni ha portato la gara partenopea a raggiungere, quest’anno, l’etichetta di Evento con più partecipanti nel Sud Italia. Le sue grandi capacità manageriali e organizzative si vedono tutte, riportando nella sua città una gran bella competizione podistica. E l’anno prossimo ci sarà la maratona. Non vedo l’ora. Nel frattempo… il tempo conseguito? Ormai è acclarato: la forma non c’è. Gli allenamenti sono insufficienti. Si vivacchia senza grossi spunti.

Non resta che andare avanti. Sto pensando già alle prossime gare, messe in fila nel programma qui sotto.
L’obiettivo rimane quello: le mie prime 50 mezze maratone da compiere entro l’anno.

45) 11.03.2018 – XXXXIV Adidas RomaOstia – 01:35:26
46) 25.03.2018 – XVIII Agropoli Half Marathon – 01:36:03
47) 20.05.2018 – V Pescara Maratonina del Mare – 01:43:59
48) 09.09.2018 – XVI Bologna Run Tune Up Half Marathon
49) 23.09.2018 – II Rome Half Marathon Via Pacis
50) 07.10.2018 – IV Telesia Half Marathon

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L’anomalia palermitana

41) Cose di Cosa Nostra (Giovanni Falcone con Marcelle Padovani, 1991, pag. 192): Io me lo ricordo quel giorno, quel maledetto sabato 23.05.1992. Avevo 17 anni e davanti alle immagini televisive provenienti da Capaci, rimasi incredulo, sbigottito, spaventato. Com’era possibile che si riuscisse a compiere un atto di violenza, di guerra – direi -, contro un magistrato e la sua scorta, in maniera così eclatante? Esattamente dopo 25 anni da quel giorno, il 23 Maggio scorso, mi sono ritrovato in una scuola media: l’idea che quei ragazzi che vedevo di fronte a me non sapessero (ancora?) quello che si commemorava in quel soleggiato giorno di Maggio, mi ha portato a sentire un forte bisogno, dentro di me, di dover leggere le parole scritte dal giudice Falcone. Di dover conoscere. Approfondire. E ho trovato parole semplici, lucide e cristalline nel descrivere “il terreno di coltura di Cosa Nostra”, il Potere e i Poteri dell’organizzazione criminale denominata mafia.

Certo dovremo ancora per lungo tempo confrontarci con la criminalità organizzata di stampo mafioso. Per lungo tempo, non per l’eternità: perché la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.

Il libro si conclude con un presagio che mi ha lasciato il gelo addosso. Lo sapeva. L’ha sempre saputo, perché a volte aveva “[…] più paura dello Stato che della mafia.

Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. […] In Sicilia, la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.

Voto 8,5.

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About HM (No. 40 – 43)

Dove eravamo rimasti? (cit.)
Sulla mezza, quest’anno, varie sono state le gare alle quali ho preso parte, anche dopo l’estate.
Eccole.

40) 10.09.2017 – Bologna XVI Run Tune Up Half Marathon – 01:34:25
41) 08.10.2017 – Telese (BN) III Telesia Half Marathon – 01:32:31
42) 15.10.2017 – Agropoli (SA) Campionati Italiani Half Marathon – 01:34:17

Discreta la prestazione in quel di Telese, aiutato anche da una buona temperatura meteo.
A Bologna sono stato prudente; rispetto lo scorso anno, stavolta pioveva. E tanto. Ho corso col timore di non riuscire ad arrivare bene, proprio come lo scorso anno, quando per la prima volta durante una 21 km mi sono fermato ben 4 volte. Un disastro.
Ad Agropoli, invece, il caldo asfissiante, troppo per essere una gara disputata ad Ottobre, e il poco allenamento sono state le cause di un risultato finale piuttosto deludente.
Vediamo domani.

Aggiornamento:
43) 19.11.2017 – Caserta IV Da Reggia a Reggia – 01:36:42
Se ne parla l’anno prossimo, dài.

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La sconosciuta

Ed ecco la doppietta:

39) La ragazza del treno (Paula Hawkins, 2015, pag. 306): Desidero partire, stavolta, dal film tratto dal libro: ma perché hanno cambiato location? Non li capisco quando certi autori/registi fanno così. Il libro è ambientato a Londra; la storia del film (alla cui produzione la Hawkins non ha partecipato) si svolge invece a New York. Ma New York non è Londra. E viceversa. Le loro periferie sono differenti, la gente che le vive è diversa, per cui perché cambiare il luogo che fa da sfondo al thriller? Mah, davvero non lo capisco (e non lo sopporto neanche, se mi è concesso). E poi, che brutto film: è messo in scena tutto di fretta, tralasciando molti dei passaggi essenziali. Sul serio: lasciate stare il film che si becca, come voto, uno sciatto e inespressivo 2=. E non sono nemmeno l’unico a pensarla così. Qui.
Leggete il libro, piuttosto. E’ di tutt’altra fattura. Viva essenza. Personalmente, dopo aver fatto un po’ di fatica a sopportare, nel vero senso del termine, i primi capitoli in cui lo stato di inettitudine e di inaffidabilità della protagonista è a livelli indecenti, sempre più aggrappata all’alcol mentre cerca di condurre una pessima esistenza, ho iniziato ad apprezzare, con un ritmo progressivo e crescente, il sopraggiungere dei primi interessanti eventi; con essi il vortice della paura asfissiante e del dolore che inchioda sono divenuti ancora più incalzanti e devastanti. In retrospettiva, l’autrice, con una trama molto avvincente, prova a descrivere l’animo femminile nella sue forme più espressive (adolescente ribelle, amante, cameriera, moglie, gallerista, tata, troia, e non necessariamente in questo ordine cit.) dove gli uomini, invece, ne escono annichiliti e del tutto inutili. Come, per la verità, spesso risultiamo di essere.
Voto tondo e pieno. 8.

40) La vita perfetta (Renée Knight, 2016, pag. 283): Tutti nascondono un segreto, dice la quarta di copertina. A volte più di uno, direi io, ma non è questo il punto. Succede sempre che ad un certo punto delle nostre vite, dopo aver pensato di sapere tutto, di aver capito come stanno le cose e di avere tutto sotto controllo, accade qualcosa che taglia, come una lama fa col burro, la patina dorata della nostra personale tranquillità. E tutto crolla. E’ ciò che accade alla protagonista di questo romanzo, Catherine Ravenscroft, che non vivrà più la sua “vita perfetta” a causa di un libro, di un racconto, di un evento svelato al mondo, da non si sa bene chi, accaduto nel suo passato e che nessuno ha mai conosciuto prima di allora. Da quel momento in poi, ci saranno soltanto vittime e carnefici i cui ruoli si mischieranno, come in una danza tribale dai risvolti introspettivi acuti e dalle dinamiche psicologiche profonde e che farà in modo che alle loro vite venga aggiunto solo tanto altro dolore. E questa volta per molti di loro sarà quello definitivo.
Voto 8,5.

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Al gusto di cioccolato

36) Amore, prozac e altre curiosità (Lucía Etxebarría, 1997, pag. 272): Cristina, Rosa e Anita (detta Ana) sono le 3 donne, le 3 sorelle protagoniste di questo romanzo. Ognuna di loro vive, “sente” la propria esistenza come inevitabilmente segnata da una cifra, non misurabile, di infelicità e reagiscono in maniera differente. Crisitina “sente” col proprio corpo e con l’uso di svariate droghe, si obnubila la mente al fine di non pensarci più; Rosa, invece, “sente” con la propria testa e se na va in giro (per la verità, molto poco) col portamento di chi non deve chiedere/osare mai, in nessuna situazione; Ana, infine, il personaggio centrale di cotanto calo depressivo, spera davvero di cambiarla questa esistenza bassa e grigia epperò non ce la fa a… suicidarsi. Per cui. In pratica, un libro che non porta da nessuna parte e che non dà alcuna forma di esegesi. E non affranca nemmeno.
Voto 5.

37) Mia suocera beve (Diego De Silva, 2015, pag. 344): Era da un po’ che non ridessi così tanto. E questo accade sempre, con matematica certezza, quando ci si imbatte con le storie dell’avv. Vincenzo Malinconico, con le sue trovate; se poi hai il piacere di conoscere anche sua suocera allora tutto diventa ancora più empatico. Vorrei vedere voi ad avere una suocera così caustica nei commenti. E’ ovvio che poi le si porta da bere dei superalcolici.
Voto 8,5.

38) Divorziare con stile (Diego De Silva, 2017, pag. 392): Il mio personaggio dell’estate 2017? L’avv. Benny Lacalamita. Ho avuto le convulsioni, dal ridere. La gente sulla spiaggia, i vicini di ombrellone, per intenderci, mi ha guardato come se fossi un malato di testa irreversibile. Non più recuperabile. Ad un certo punto avevo finanche le lacrime nelle orecchie, tanto dal ridere.
Voto 9,5.

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L’ordine del tempo

34) Piuttosto il diavolo (Ian Rankin, 2017, pag. 386): Rebus c’è, è tra noi (non direi tornato, perché alla fin fine non se n’è mai andato fuori dai giochi), ed è in splendida forma. Da civile, poi, direi che ha ancora più appeal. Perché investiga come un vero poliziotto ma non dovendo far riferimento a nessuno dei suoi ex acerrimi capi, riesce a dare più libero sfogo alle sue intuizioni. Non è stata, poi, questa la sua forza da più di 30 anni sulla scena dell’anticrimine scozzese? Ma non c’è soltanto John Rebus. Anche il suo alter ego è in splendida forma. Lui: Mr. Big Cafferty. E niente altro è possibile aggiungere, altrimenti vi rovinerei la giostra.
Voto 8.

35) Un po’ di follia in primavera (Alessia Gazzola, 2016, pag. 298): Le avventure dell’aspirante anatomopatologo Alice Allevi presso l’Istituto di Medicina Legale di Roma sono solo una parte dell’interesse che riveste questa giovane scrittrice ai mie occhi di curioso lettore. Dopo il primo approccio, qui, volevo soltanto leggere gli altri libri e sono partito da questo, dall’ultimo della saga. Storia tra il divertente e il malinconico e la lettura è scorsa piacevolmente veloce. Vediamo adesso gli altri, tanto ormai… mi ha preso e sono diventato un suo lettore.
Voto 7.

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Mezzamaratona notturna di Roma (No. 39)

36) 12.03.2017 – XXXXIII RomaOstia – 01:26:48
37) 26.03.2017 – XVIII Agropoli Half Marathon – 01:30:39
38) 28.05.2017 – IV Maratonina del Mare – 01:35:23

A guardare questi risultati, direi che sono in fase calante, in una forma poco invidiabile.
In totale regressione.

Aggiornamento:
39) 17.06.2017 – I Mezza Maratona di Roma – 01:37:10
Lasciamo perdere, dài.

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Un po’ di follia in primavera

30) Il maestro delle ombre (Donato Carrisi, 2016, pag. 400): La trovata della città di Roma senza corrente elettrica, la sua possibile fine, il buio assoluto che sta per sopraggiungere durante il quale verrà messa a soqquadro, la bolla papale di Leone X (1521 A.D.) attraverso la quale questi comunicava che Roma non deve mai mai mai rimanere al buio, è da gran scrittore del genere, come Carrisi ha già dimostrato di esserlo nelle precedenti occasioni. Qui gli eventi corrono e si susseguono in poche ore. E col sopraggiungere dell’oscurità, delle tenebre, presto ogni cosa degenererà in una modalità “quasi” del tutto inaspettata.
Voto 7.

31) La donna di scorta (Diego De Silva, 2010, pag. 152): Una sola parola mi sovviene al ricordo delle pagine di questo libro: dignità. Le poche espressioni, le forti emozioni, le reciproche (in)comprensioni che sorgono tra i due protagonisti sono guidate da questa calda luce. Soprattutto da parte di Dorina, che nulla chiede al suo Livio ma che tutto sente. Con pazienza e con il massimo rispetto che ha sempre di se stessa.
Voto 7.

32) Non è la fine del mondo (Alessia Gazzola, 2016, pag. 219): Non so se vi è mai successo, ma incorrere, per caso, a leggere pagine di un’autrice del tutto sconosciuta e ritrovarsi sorpresi nell’incontro di una scrittura fluida, intelligente e spiritosa, rende allegri oltremisura. E ciò che mi è capitato di provare leggendo la storia di una tenace stagista, protagonista indomita e fiera del suo essere… donna.
Voto 8,5.

33) L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (Alessandro D’Avenia, 2016, pag. 209): Un consiglio: leggetelo. E’ ciò che ripeto soprattutto a tutti coloro i quali hanno la grande possibilità di interpretare al meglio il proprio ruolo, quello dei cosiddetti giardinieri dell’umano. Fare gli insegnanti. Questo ragazzo, D’Avenia, è uno di loro e ha un vero talento: riempe i teatri di giovani. Parla ai ragazzi con amore raccontando di Giacomo Leopardi. Emozionandoli. Solo per questo motivo, varrebbe la pena di ascoltarlo e leggerlo, con attenzione e passione.
Voto 9,5.

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