Le poche cose che ho capito del sud della Francia (e dei francesi)

Per chi se lo fosse chiesto, nessun problema: la dalianera non è appassita. C’è ancora. C’è stato chi, in questi giorni, con tanto amore e ancora più passione, si è preso cura di annaffiarla, di darle la linfa vitale per sopravvivere, nonostante i 41 gradi – mi dicono dalla regia – che le hanno fatto compagnia e causato tanta arsura estiva (il blog è rimasto a casa, ovvio).

Dove ci eravamo lasciati?

Si ricomincia a scrivere, più o meno ufficialmente, da oggi, quelle quattro fesserie (non di più, eh) che ci accompagneranno ancora per molto (peggio per voi), dopo questa pausa estiva, ottenuta con le unghie e con i denti, di ben quindici giorni (troppa grazia a lor signori).

Intanto, prima di procedere, diciamo qualcosa su questi giorni, trascorsi a vagabondare un po’ in giro per l’Europa e in particolare sul viaggetto fatto lungo la Costa Azzurra.
Non c’ero mai stato prima di questa, (ahimè, breve) vacanza, lungo la costa meridionale francese e una parte delle cose che mi sono appuntato sull’ormai famoso e invisibile blocchetto da blogger sono state:

– Le indicazioni stradali, che ho trovato meravigliose, precise, puntuali; epperò penso che ai francesi piaccia fare i buontemponi. Ad un certo punto, se li seguite attentamente (i cartelli, non i francesi) lungo le strade, questi scompaiono. Capita di trovarsi con l’auto in prossimità delle rotonde (là, incroci niente, non esistono così come qui da noi) e di perdere letteralmente la bussola perché nessuno vi dice più nulla. Ciò che fino a quel punto vi ha guidati con facilità tra strade di città, superstrade e rotonde, puff… scomparso. Si è costretti, allora, alla scelta drastica dell’intuito, all’arte dell’improvvisazione, ché tanto si sa, tutte le strade portano a… (come si dirà mai in Francia?)

– Ordinare dell’acqua (una semplice bottiglia da 75 cl.), a tavola, in Francia, credo che sia un affare solo per nababbi. Perché? Volete conoscere i prezzi? Solo a partire da € 5.50 per arrivare fino a € 8. Si acquista dell’oro azzurro, direi, da quelle parti.

– Ho adorato gli aperitivi a base di pastis. Per molti una bevanda orribile, per me una bontà assoluta che portava subito alla mente il gusto forte dei romanzi di J. C. Izzo e della sua Marsiglia;

– Per uno come me, abituato a bagnarsi in mari dalle acque calde come il brodo, è stato piuttosto traumatizzante immergersi in quelle che toccano la costa azzurra. Fredde come il ghiaccio, anche al pomeriggio, nonostante un sole caldo cocente fin dalle prime ore del mattino.

– Checché se ne dica, la cucina francese non mi è per nulla dispiaciuta. E’ vero, non utilizzano l’olio, né tantomeno quello extra vergine d’oliva (e solo dio sa, per noi meridionali, cosa significhi mangiare senza un filo d’olio su qualsivoglia pietanza) ma si possono trovare, in quantità industriale, salsine di tutti i tipi; epperò quei formaggi, quelle escargot (ebbene sì, le ho mangiate anch’io, qualcuno griderà al miracolo), e quelle cozze dette Moules, sono state un meritato premio per le mie avide papille gustative.

– Sulla baguette è stato detto, immagino, tutto e il suo contrario. A me non resta che confermare tutti i luoghi comuni sul prodotto. Anzi, trovare le baguette farcite fino all’inverosimile, anche a colazione, e mangiarne con ingordigia, è stata per me (e il mio fegato) una vera rivelazione. Consigliate.

– Ed infine, un pensiero (che non c’entra niente con i cugini d’Oltralpe, ma debbo dirlo) non può che andare a Google Maps.
‘Tacci sua!
Se avessi voluto seguire fedelmente le mappe gugoliane, sospetto che mi avrebbero costretto ad uscire dall’autostrada percorsa, e per raggiungere un posto come Port Grimaud, finanche a Barcellona. Tanto per loro è uguale: non è importante che si segua il percorso minore, ciò che conta è arrivare (benzina permettendo). Fortuna che, chi guidava (non io, per carità! sono a stento un discreto co-pilota) conosceva un po’ di più la zona e non si è fidata delle indicazioni che avevamo stampato, perché già dai primi km, dopo aver abbandonato l’autostrada A8, mi ha subito detto:

ma dove caspita ci hanno spediti quei brav’uomini (si, proprio cosà, brav·uomini ndr) di GM visto che qui, a chiunque chiediamo maggiori informazioni su quanto ci manca ancora prima di arrivare, fan tutti delle facce tra lo sconcertato e il sorpreso?
Eh?
Me lo dici?

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13 pensieri riguardo “Le poche cose che ho capito del sud della Francia (e dei francesi)

  1. Caro Pablo,
    allora finalmente ho scoperto dove sei andato in vacanza!
    Una volta che ho chiamato casa il mese scorso tua madre era a casa mia e quando ho chiesto di te l’ho sentita urlare dalle scale mentre andava via qualcosa del tipo “e’ uscito pazzo!”… 🙂

    Allora non sei tornato alla scalo quest’anno?

    Io vedrà le mie vacanze tra una decina di giorni.

    Ovviamente auguri passati, ciao!

  2. Bella, la Costa Azzurra (e molto bello anche l’immediato retroterra)!
    Spocchia? Molto meno che in altre refioni (vogliamo parlare della Provenza?).
    Rotonde? Una fantastica invenzione (vu n’avé pa’ la priorité… non conosco il francese, la mi scusi).
    Cibo? Non ricordo nulla, a parte i plateaux royale (uno spelongone stracolmo di frutti di mare e salsine, roba da mal di pancia) e pan bagnat.
    Io ci tornerei.
    Bentornato (e di nuovo grazie per la segnalazione).

    Cima dal mare, dopo colazione si rientra… 🙁

  3. >Lapilli se c’è stato lo stesso caldo che c’è in questi giorni, allora posso immaginare quanto fosse una piscina quell’acqua lì.
    Grazie per il bentornato.
    A presto.
    Ciao.

    >sonia credo di conoscere chi siano: gran belle donne quelle due lì. 😀

  4. io ero al sud e mi godevo il mare caldo caldo.
    Epperà immagino siate passati non molto distanti da me…chiuso il blog, chiuso tutto, eh?!
    La prossima volta fatemi sapere se siete qui vicino che ci si vede. O anche no. Insomma, dipende da voi.

    ps. mi accorgo sempre di più-senza ironia, giuro- che una volta usciti da questo piccolo mondo di blogger non si riesce più a mantenere alcun contatto. I blogger sono un pochino razzisti…

    Cmq ben tornato a dalianera, il blog è andato in vancanza per luungo tempo. Ora ti tocca recuperare!

  5. Bentornato!
    Ah..la Costa Azzurra! Mi fa piacere che ti sia piaciuta. Anni fa il mio massimo era un pastis al Gran Café de Tourin, Jean Gabin e Nice Matin. 😀

  6. Ehilà Paolino!
    Invece io, come avrai già visto, ho fatto il tour delle ‘ndrine… e anche quest’anno ciao ferie. 🙂

    Della costa azzurra ho un bel ricordo. La loro cucina NON mi è piaciuta mentre convengo con quel che dici dei cartelli stradali 🙂 🙂

  7. >storie ben ritrovata anche a te. La voglia di scapparsene in vacanza è presente tutto l’anno, maledizione. 😉

    >Dblk pensavo anch’io di trovarli un tantinello fastidiosi, ma il francese del sud, debbo dire, mi è apparso molto cordiale e ospitale. Nessun problema, dunque, fatta eccezione per quello stronzo che ci ha incidentato l’auto ferma nel parcheggio dell’Hotel senza dire nulla. Non gli auguro nulla perché siamo sotto Natale, ormai. 🙂

    >sonia e di questo ne vogliamo parlare? 🙂

    Comunque la somiglianza con te mi ha lasciato di stucco e divertito tantissimo. 😀

    Ps.
    Un saluto dalla Stefy e dal Vanny. 😀

  8. ben ritrovato!
    io sono tornata al lavoro da due giorni….e non vedo l’ora di prendermi una vacanza :))

  9. Puntoeacapo che piacere avere tue notizie. 🙂

    Bene, molto bene, diciamo subito una cosa: bramo quella bottiglia di Assenzio più di qualunque altra cosa, quindi vediamo come metterci d’accordo che qua il tempo passa. 😀

    Ci sentiamo presto.

    Ps.
    Grazie per gli auguri. 🙂

  10. Caro Pablo,
    io sono rientrato ieri a lavoro, dal 9 al 19 siamo stati a Praga e Cracovia…meravigliose, dal 20 al 23 siamo stati a Palmi dove abbiamo goduto di un pà di mare e fatto una cura di pesce dopo tutta la carne mangiata in Repubblica Ceca e Polonia e gli ultimi giorni fino a domenica sera tardi li abbiamo passati tra paestum, salerno, amalfi, ravello, cetara, etc….
    Adesso diciamo che sono in ritiro pre-ripresa lavorativa in ufficio, dentro un blocco di cemento e vetro con il carcere da un lato ed il cimitero dall’altro.

    A proposito del Pastis volevo dirti che in Repubblica Ceca non è ancora vietata la produzione di Assenzio, sicchè oltre a bercelo abbiamo anche comprato una bottiglia…così magari prossimamente potresti venire a sorseggiarne un pà a Spiano prima che Teresa parta per il nord.

    Dimenticavo tanti auguri passati!!!

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