Archivio mensile:settembre 2007

E’ tempo di (ultimo giorno di settembre)

Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera,
il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa.
Tu mi dicevi che la verità  e la bellezza non fanno rumore.
Basta solo lasciarle salire, basta solo farle entrare.
E’ tempo di imparare a guardare.
E’ tempo di ripulire il pensiero.
E’ tempo di dominare il fuoco.
E’ tempo di ascoltare davvero.
L’amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.
Il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa.
Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore.
Basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare.
E’ tempo di imparare a guardare.
E’ tempo di ripulire il pensiero.
E’ tempo di dominare il fuoco.
E’ tempo di ascoltare davvero.
E’ tempo di imparare a cadere.
E’ tempo di rinunciare al veleno.
E’ tempo di dominare il fuoco.
E’ tempo di ascoltare davvero.
L’amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera.

[audio:http://www.fileden.com/files/2007/5/3/1043485/01%20-%20Settembre.mp3]

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Taking off

Alcune righe per ringraziare tutti i protagonisti della vicenda che, ieri sera, ha investito il volo U24496 in partenza da Napoli con destinazione Milano Malpensa:

1) giove pluvio.
Non ho mai visto niente del genere. Non è stata della semplice pioggia quella che è venuta giù. La pista dell’aeroporto di Naples sembrava Venezia con tutti i suoi canali.

2) il dio ritardo.
Ormai io ci ho fatto il callo. Dicono che il volo easyJet che ogni giorno collega Napoli a Milano (MXP) parte alle 21.20? Niente di più falso. E’ l’ottava volta che decido di viaggiare a quell’ora e con quella compagnia (low cost), e che io mi ricordi non si è mai partiti prima delle 23.30 (ma neppure dopo la mezzanotte. Almeno fino a ieri, quando siamo decollati alle 00.54). Puntuali.

3) la compagnia aerea easyJet.
Il comandante, secondo me, è stato fin troppo zelante e rispettoso del protocollo di sicurezza nel decidere di non partire durante l’inizio di quel diluvio. Detto ciò (lo so, la sicurezza non è un optional), la nota di merito va a lui e a tutto il suo equipaggio per aver saputo gestire al meglio la situazione di emergenza; epperò il decollo effettuato dopo tutta quella marea (d’acqua), con la pista ormai completamente trasformatasi in un oceano partenopeo, e con il velivolo che durante tutta la fase di (rin)corsa, prima dello stacco da terra, sbandava come un ubriaco, mi è sembrata un’esperienza con un tasso d’adrenalina che non scorderò finchè campo.

4) i passeggeri in balia delle onde (è il caso di dirlo).
Avevamo tutti un po’ d’ansia, ma alla fine i complimenti da parte dell’intero equipaggio per la (nostra) pazienza avuta dopo un sequestro di circa due ore, fermi a bordo di un velivolo in mezzo al mare e sotto l’acqua, credo siano stati più che meritati.

5) la sua (di lei) pazienza.
Mi ha visto comparire dietro due porte scorrevoli del Terminal 2 di Mi MXP soltanto alle 2.15 di stanotte.
E’ inutile che io vi dica che pioveva ancora. Una vera persecuzione durante una serata tutta da incorniciare.

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Sparizioni

Io ci ho provato ad essere paziente, ma proprio non ci riesco. La faccio breve: le mie amate riviste continuano a sparire. Nonostante la sottoscrizione di un abbonamento annuale, continuo a non ricevere le mie copie a casa. Allora, davvero, non so più cosa fare. Il postino è latitante, i sospetti sul ladro d’autore aumentano e io percepisco nel mio intimo un’incazzatura latente (per il momento) che non so per quanto ancora riuscirò a contenere.
Io aspetto. Nel frattempo ditemelo voi: cosa debbo fare?

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Si parte già trombati vol.1

Entro le ore 24:00 di stasera sabato 22 settembre, verranno depositate le liste dei candidati all’Assemblea Costituente Nazionale del nascente Partito Democratico.

Cosa ci faccia un incipit di questo tipo su un post da queste parti, me lo sto chiedendo pure io e non credo di giungere, presto, ad una ragionevole motivazione. Faccio, però, una pubblica denuncia dicendo che nel collegio in cui vivo [1], un candidato è stato scelto a membro di segugio e se proprio ne volete una prova, eccola: ho firmato anch’io questa roba.

Orsù, restate in collegamento che domani comincerà ufficialmente la mia già stanca campagna elettorale. Ne capiteranno di cose.

[1] Campania 1, collegio 18.

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How far can you fly?

E cosà il WVeltroni ce lo ritroveremo anche al cinema. Non come attore (temo sempre che da un momento all’altro svesta i panni del candidato forte alla segreteria del Pd, e si piazzi davanti ad una cinepresa) ma come autore della storia raccontata nel libro da cui è stato tratto il film dal titolo Piano, solo (presente da venerdà 21, in diverse sale). Il film ripercorre la vita del musicista Luca Flores, noto, credo, soltanto ai lettori del Uòlter scrittore. E mentre in alcune recensioni, già  si parla di una bella e intensa interpretazione di Kim il figo (vedremo), provo a farvi ascoltare il pezzo di solo piano [1] di Luca Flores che tanto ispirò il sindaco di Roma.

Luca Flores – How far can you fly?

[audio:http://www.fileden.com/files/2007/5/3/1043485/01%20-%20How%20far%20can%20you%20fly.mp3]

[1] potrebbe dare sonnolenza, pertanto declino ogni responsabilità .

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Un chiaro segno dell’esistenza dell’Eupalla*

Eduardo Galeano, grande conoscitore e amante del gioco del calcio, nonchè cantore delle tradizioni e delle diverse culture di un popolo immenso come quello che vive in America Latina, nel suo libro “El fàºtbol a sol y sombra” ci racconta (pag. 71):

Una notte di pioggia scrosciante, mentre moriva l’anno 1937, un tifoso nemico seppellà un rospo** nel campo di gioco del club Vasco da Gama e lanciò la sua maledizione: “Che il Vasco da Gama non vinca un campionato per almeno dodici anni. Che non lo vinca, se davvero esiste un Dio in cielo!”
Arubinha si chiamava, questo tifoso di una piccola squadra che il Vasco da Gama aveva umiliato per 12-0. Nascondendo un rospo, con la bocca cucita, nella terra del vincitore, Arubinha stava castigando quell’abuso.
Per anni tifosi e dirigenti cercarono quel rospo nel campo e nelle vicinanze. Non lo trovarono mai. Crivellato di buchi, quello sembrava un paesaggio lunare. Il Vasco da Gama comprava i migliori giocatori del Brasile, metteva assieme le squadre più potenti, ma restava condannato a perdere.
Finalmente, nel 1945, il club vinse il campionato di Rio e ruppe la maledizione. Era diventato campione l’ultima volta nel 1934. Undici anni di digiuno. ” Dio ci ha fatto un piccolo sconto”, dichiarò il presidente.

*La dea che presiede alle vicende del calcio ma soprattutto, del bel gioco. Divinità  benevola che assiste pazientemente alle goffe scarponerie dei bipedi. Parola di Gianni Brera.

**Il rospetto è di mia proprietà  e non delle immagini di gùgol, eh.

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Erri

Io ho provato financo a leggere qualcosa di Erri De Luca, ma che ne so, mentre lo leggo mi distraggo facilmente, i suoi periodi, sempre troppo corti, mi catturano poco e spesso accade addirittura che la mia mente inizia a pensare ad altri cavolfiori anzichè porre la giusta attenzione al testo e ai suoi contenuti. E’ un mio limite, lo so, forse avrei dovuto iniziare da tutt’altra sua opera, non da questa, ma da numerologo quale sono, il titolo mi era piaciuto. Almeno quello.

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Cosa si sono messi in testa questi comici

Ecco dove è possibile leggere la risposta di Daniele Luttazzi a tutto il gran casino (che poi, ad esser sinceri, mica tanto) fatto dal Masaniello genovese. La mia speranza, come dice Daniele Fabbri, è di non averne approfittato troppo con il suddetto link perchè finire sul quaderno intitolato “volume uno” ovvero nell’elenco dei bastardi che mi stanno sulle palle mi fa tanta impressione e non ci tengo.

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