Senza giacca e cravatta

Erano circa le 6 del mattino quando, accendendo il cellulare, mi sono ritrovato in questo scambio di vedute:

sms del collega: giacca senza cravatta.
sms di dalianera: camicia senza giacca.
sms del collega: sei il solito sovversivo senza alcuna disciplina gerarchica.
sms di dalianera: dovrai fare attenzione perchè stamattina ho messo anche la catenina al collo con il crocifisso. D’oro entrambi. Sulla canottiera bianca.
sms del collega: che schifo.
sms di dalianera: chi? Io, la catenina, la canottiera bianca o il crocifisso?

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Vita snella

Ecco, lo sapevo che questo libro non dovevo iniziare a leggerlo (pag. 37):

[…] La sera mangio piuttosto leggero.
Mi accontento di cose fredde, come polpettine di maiale cotte nello strutto, o grasso rappreso, lardo crudo, l’olio di una scatola di sardine, le sardine non mi piacciono tanto ma profumano l’olio: butto via le sardine, tengo il sugo e lo bevo cosà com’è. […]
Accompagno il tutto con un brodo molto grasso che preparo prima: faccio bollire per ore cotiche, zampetti di maiale, bocconi del prete di gallina, ossibuchi con una carota. Aggiungo un mestolo di strutto, levo la carota e lascio raffreddare per ventiquattro ore. Mi piace bere il brodo quando è freddo, quando il grasso si è indurito e forma un coperchio che rende le labbra lucenti. Ma non creda, non spreco mica niente, non vada a pensare che butti via le carni delicate. Dopo questa lunga ebollizione esse hanno guadagnato in untuosità  quanto hanno perduto in sostanza: sono una goduria, quei bocconi del prete di gallina il cui grasso ha acquistato una consistenza spugnosa…

Anche io desidererei mangiare allo stesso modo, soprattutto di sera, non ci sarebbe nulla di meglio, ma cazzo, quel bastardo del mio dietologo mi ha consigliato (sà, vabbè, mi ha obbligato) di non leggerle neppure queste cose.
Che sia stramaledetto lui con tutte le sue diete.

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Il fascino oscuro delle tag

Non credevo fosse possibile ed invece… l’ambito titolo di tagmaster è arrivato. Dopo ore e ore di camera di consiglio, accese discussioni, scambi di voti, promesse di matrimonio e le immancabili mazzate (perchè le botte da orbi ci sono sempre quando si tratta di sfide tra blogger, o sbaglio?) la giuria, quest’oggi, capitanata dall’Esimio Mr. Cima, ha emesso il gran verdetto, nominando il sottoscritto quale:

esponente di razza tra quelli che fanno un utilizzo molto creativo del metodo (inserimento delle tag, ndr) e ne fanno un oggetto integrante del post.

La premiazione è avvenuta pochi minuti fa, con la consegna del premio sotto forma di codice, per inserire sul mio blog il bollino che potete ammirare, qui, lungo la colonna sinistra delle sidebar widgets.
E’ una grossa soddisfazione questa, per me e per tutti i miei cari, e colgo l’occasione di questo mio, per ringraziare ancora una volta, di cuore, il nostro Sir.

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Come un necrologio

Forse arrivo tardi, ma è più forte di me e debbo dirlo. E dove, se non sul blog? La scomparsa del Maestro Pavarotti mi porta alla mente la formidabile imitazione del bravissimo Maurizio Crozza (pare che sul tubo non ci sia traccia di quanto sto per ricordare), con quella sua battuta, rimasta a lungo impressa nella mia memoria e detta in occasione di un festival di Sanremo di qualche anno fa, quando sul finire di un collegamento se ne uscà con la frase:

Se vi faccio un acuto, me lo pagate in nero!?

Quanto s’incazzò.

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Un post, due (ipotesi di) reati

Dopo essere entrato in un negozio di gucci (che qualcuno mi perdoni per quest’azione sconsiderata ma giuro che per me è stata la prima e l’ultima volta) e dopo aver sbirciato, cosà giusto per sorridere, i prezzi di alcune borse della suddetta casa di non-moda, le ho detto:

Io: posso esprimerti un suggerimento: e se ti portassi io una borsa di gucci, una di quelle false, ovviamente, non sarebbe meglio?
Lei: eh no bello mio, ma che dici, te lo suggerisco io cosa devi fare, piuttosto: portamene una rubata e che sia originale.
Io: ??!!??

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Onde (malriuscite) del web

Alla fine lo tsunami, intitolato Help 2.0, pare non ci sia stato. Di questo non sono nè contento nè dispiaciuto. Mi limito solo a registrare questo risultato in maniera del tutto obiettiva, avendo seguito con molto interesse sia quanto è stato detto sul blog dell’organizzatore (che però non linko perchè parole come pulizia etica mi ricordano tanto delle brutte scene e questo francamente, per me, sembra troppo) che la sostanza del ragionamento esposto in questo lungo post che ho trovato limpido, cristallino e completamente condivisibile.

Epperò l’aspetto di tutta la vicenda che più mi ha colpito (e che mi piacerebbe comprendere a fondo) è stato questo: come mai, qui, a poche ore dalla dettagliata spiegazione dell’evento, si sono espressi con le seguenti parole (i grassetti sono i miei)?

“tutti tranne Beppe Grillo per una grande maratona di beneficenza”

Tutti? E diteci un po’, ne eravate cosà certi? E su quali basi? Oppure il vostro era semplicemente un auspicio?

“un’onda d’urto che per qualche giorno sconvolgerà  gli equilibri persino nelle classifiche tradizionali della rete”

Equilibri? Quali equilibri? E soprattutto perchè equilibri? Si vede che nella blogosfera ci sono delle lotte intestine per parlare di equilibri, o mi sbaglio?

Certa stampa, spesso, faccio una fatica boia (anche lontanamente) a comprenderla. Sarà  l’età .

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