Archivio mensile:agosto 2008

Non fa una piega

(…) ma perché aspettarsi più giustizia da parte di Esmeralda che da Quasimodo? Non si è forse fermato anche lui all’aspetto esteriore della creatura? E’ lui che dovrebbe mostrarci la superiorità della bellezza interiore rispetto alla bellezza visibile, innamorandosi magari di una vecchia sdentata: allora sì che sarebbe credibile.

Amélie Nothomb – Attentato

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Seduti di fronte ad un bar

Ho provato, in diversi modi, a convincere chi frequento a cambiare abitudine. Si può sorseggiare anche altro in sostituzione de il solito, ma gli amici che mi circondano, in queste vacanze agostane, sono determinati a rimanere sulle posizioni iniziali. Una volta presa una decisione non mollano la scelta fatta e continuano a bere l’apertass (che per carità, è uno spettacolo e tra l’altro, per onor di cronaca, ad introdurli al suo gustoso piacere sono stato proprio io, ergo non posso nemmeno più di tanto biasimarli). Ma adesso è tempo di cambiare e durante questi ultimi scampoli di completo relax, secondo chi scrive, la scelta della bevanda da sorseggiare per rinfrancare papille e gola, non può che ricadere su di un ancor più fresco e per nulla alcolico cappuccino freddo (ammesso che troviate qualcuno che ve lo sappia preparare, eh)(*).

* per dire, l’ultima volta che mi è capitato di ordinare un cappuccino freddo ero seduto di fronte ad un bar con due amici. La barista, già in grosse difficoltà nel non saper bene quale prodotto digitare sulla tastiera del registratore di cassa (- tre cappucini freddi? ma non ci sono nella lista, e soprattutto, come si fanno? – avrà pensato), ha deciso di improvvisare preparando qualcosa di mai visto prima. All’interno di tre lunghi bicchieri di vetro ha provato a metterci qualsiasi prodotto digeribile: panna, granita di caffè, latte, e poi ancora ghiaccio, della crema di cioccolato, insomma di tutto. Senza alcun ritegno. Guardandola sconsolati, non ce la siamo sentiti di dirle alcunché. Sarebbe stato troppo umiliante. Nonostante i nostri occhi incollati sulle sue mani a lavoro, non si è persa d’animo. Giunta a conclusione del suo irripetibile capolavoro – suppongo conscia dell’assurdità realizzata – dopo aver servito il tutto al nostro tavolo, non ha potuto fare a meno di dire:

così ragazzi, stasera, evitate di cenare. Auguri.

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Edilizia funeraria

Stamattina, recandomi presso uno dei tanti cimiteri come ce ne sono nel nostro paese, accompagnato da una persona cresciuta all’ombra della Perestrojka e che mai, prima d’oggi, aveva messo piede in un luogo siffatto, mi sono sentito domandare a bruciapelo:

mah… mi spieghi perché costruite le case ai morti?

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Al di là del Pollino

Ecco, ditemi voi se non è pura follia mettersi in viaggio in pieno pomeriggio (con tutto ciò che ne consegue e per giunta la vigilia di Ferragosto), su di una famigerata strada come quella che porta il nome di Strada Statale 106, anche detta Jonica, per raggiungere la città di Crotone.

Che cosa non si fa per puro spirito di amicizia.

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Ci vuole Fede

Già, epperò qualcosa mi dice che, anche stavolta, dovremo accontentarci – si fa per dire – di tutt’altro. Anche sui 200 stile libero, così come già è accaduto per i 400 sl, Federica non sarà forte abbastanza per diventare campionessa olimpica.

P.s.
Per poter seguire la gara in diretta, mi informano, ci si dovrà svegliare intorno alle 4.00. Minchia. In questo momento il mio pensiero va, carico di sommo odio ed infinito risentimento, allo strapotere mediatico & monetario di quelle emittenti americane che hanno imposto le gare alle 10.00 del mattino (ora di Beijing).

Aggiornamento delle 4.35 (e sospiro di sollievo): posso dirlo senza alcun pericolo di smentita: sono un miscredente con pochissima pazienza. Un plauso per la (finalmente) neo campionessa olimpica e primatista mondiale dei 200 stile libero.

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Non c’è vento da perdere

La voglia, di questi giorni, di tenere la testa un po’ più in alto del solito, quasi tra le nuvole, mi ha portato a scorgere, lungo alcune colline del sud del nostro Paese, diverse realizzazioni di quest’idea sovrana. Solo che io, a dispetto di quel che accade nel bel filmato di greenpeace, le ho viste tutte – dico tutte – ferme, immobili, senza neppure l’impressione di un mezzo giro di pala.

Com’è ‘sta storia?
Per quale motivo le nostre pale (eoliche) non girano?

Allora, mi son detto, delle due l’una: o la posizione prescelta di questi generatori eolici non è delle più felici (non siamo più capaci nemmeno a capire in quale zona del nostro territorio spira più forte il vento, mah), oppure quelle pale eoliche – diciamoci la verità – servono poco quanto niente, e – forse – sono state messe lì soltanto a tener buoni i bei propositi “verdi” che popolano, spesso, le nostre coscienze (quando ci ricordiamo di averne una).

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Sped. Abb. Post.

Ma c’è davvero qualcuno, in giro, che durante il mese d’agosto si reca in edicola per iniziare una di quelle fantastiche opere a fascicoli che permettono, tanto per fare alcuni esempi, di:

– pilotare un modellino dell’elicottero della benemerita come un vero top gun o un piccolo sottomarino radiocomandato per esplorare i fondali;
– essere il più grande collezionista di soldatini di piombo;
– catalogare figurine con l’effigie dei santi o rosari e corone devozionali.

No, perché se così fosse, mi spiegherei parecchie cose.

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