Saluti da Tokyo #2

Sono bastati quattro giorni per avere, dal termitaio piu’ grande del mondo, alcune delle conferme del modo di vivere in Giappone, e non si poteva iniziare che da qui:

– Il numero dei suicidi
Da quando sono arrivato non e’ passato giorno in cui qualche linea della metropolitana non sia stata bloccata. Motivo? Quello noto: capita che ci sia sempre qualcuno che decide di morire gettandosi sotto uno dei numerosi treni in corsa della metropolitana. Di fronte ad eventi del genere, del tutto normali per chi vive qui, e’ commovente il linguaggio edulcorato che viene utilizzato dai responsabili del servizio ferroviario per commentare l’accaduto. Sui display di ogni stazione viene riportata la notizia che suona come “parziale sospensione del servizio sulla linea a causa di un incidente provocato dalla presenza di una persona lungo il percorso“. Per l’appunto, chissa’ cosa ci faceva una persona lungo la ferrovia; fanno finta di non saperlo. Magari poi si scopre che hanno financo chiesto i danni economici alla famiglia del suicida di turno. Non mi meraviglierei se fosse cosi’.

– La piena e buona occupazione
A quanto pare in questo Paese vige un’attenta politica occupazionale. Io la chiamo la piena e buona occupazione. C’e’ tanta gente che svolge mansioni del tutto inutili: a cio’ non riesco a trovare una motivazione valida. Per esempio, i tizi che lungo i marciapiedi o nei sottopassi indicano la strada da percorrere a fronte di una interruzione causata dai lavori in corso, nonostante ci siano ovunque precise indicazioni di dove andare, a cosa servono? Le persone in divisa che per fronteggiare il sovraffollamento dei treni, nelle ore di punta, hanno il compito di spingere i passeggeri dentro i treni in procinto di partire dalle diverse stazioni come se fossero sardine, perche’ non vengono mandate a casa? C’e’ davvero bisogno di loro? Oppure, perche’ ci sono tutte quelle persone che ti accompagnano in ascensore come se fossimo i piu’ grandi impediti del secolo a capire come si utilizza una pulsantiera di un elevator? A tutto cio’ mi domando sempre chi e’ che paga.

– Il termitaio piu’ grande del mondo
Quello che colpisce maggiormente di questa metropoli estesa a perdita d’occhio e’ il suo sviluppo non tanto in orizzontale ne’ tantomeno quello in verticale ma tutto cio’ che le e’ accaduto – negli anni – dentro, nella sua profondita’, nel proprio ventre. In ogni angolo disponibile di ciascun quartiere, in ogni anfratto, sotto ogni ponte, in ciascuno incrocio e in molti luoghi al limite del possibile sono stati capaci di costruire, di edificare, di popolare e, dunque, per poter campare, di dare vita ad una attivita’ commerciale. C’e’ stata una sorta di occupazione puntuale degli spazi urbani rendendo Tokyo una megalopoli in costante crescita demografica ed economica, senza alcun controllo, pregna di opulenza, gravida di figli: una situazione questa che balza subito agli occhi e che o stordisce o inebria, perche’ altro non ti puo’ accadere nel viverla come un suo figlio acquisito e non come un banale turista.

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