Archivio mensile:gennaio 2015

40 nuovi libri per i primi quarant’anni (part I)

E’ il proposito di quest’anno. Saranno 40 primavere, e come segno del tempo e dei tempi, provo a mettere tra i libri letti altre 40 opere letterarie. Così come vengono, senza scelte aprioristiche ma in ordine sparso:

1) Numero Zero (Umberto Eco): una vera delusione e mi sono pentito di averlo acquistato e letto. Il titolo e la storia in premessa lasciavano sperare in un interessantissimo romanzo ed invece spiace dirlo: quando il professore si impegna su questo tipo di temi, perde mordente e fascinazione e si incaglia in noiose discettazioni. Tanto valeva provare a scrivere un saggio e non un romanzo. Ma tant’è. Voto 5=.

2) Rete padrona. Amazon, Apple, Google & co. Il volto oscuro della rivoluzione digitale (Federico Rampini): è sempre piacevole leggere F. Rampini. E’ molto bene informato sulle innumerevoli novità tecnologiche e non solo, è bravo ad evidenziare tutto il senso di tradimento che si sta provando di fronte allo sviluppo di questo tipo di Rete, così come la conosciamo, adesso. Voto 7+.

3) I milanesi ammazzano al sabato (Giorgio Scerbanenco): è il capolavoro di Scerbanenco. E non è solo un modo di dire. E’ davvero uno storia riuscitissima: quando il rigore morale sfocia in sete di giustizia. Voto 9.

4) Venere Privata (Giorgio Scerbanenco): leggere questo libro di Scerbanenco mi ha fatto venire in mente la frase di Amande rivolta a Nikita. “Non dimenticare: due sole cose non conoscono limiti, la femminilità e i modi di abusarne”. Voto 8.

5) Sette brevi lezioni di fisica (Carlo Rovelli): semplice, lineare, cristallino. Un piccolo libro che emoziona. Voto felliniano: 8 e 1/2.

6) Morte a Firenze. Un’indagine del commissario Bordelli (Marco Vichi): una lettura interessante di cosa accadde in quel terribile 6.11.1966. L’alluvione che spazza via tutto, mentre si è alla ricerca di un bambino scomparso. Voto 8=.

7) Missing. New York (Don Winslow): amo molto questo scrittore, appassionante, coinvolgente, che ci fa conoscere storie che ti tengono incollato alle sue pagine. E anche stavolta, non smentisce. Voto 8.

8) L’Ombra dei Peccatori (Ian Rankin): le avventure dell’ispettore Rebus, sono state per me, grande compagnia e vicinanza alla fascinosa ambientazione scozzese di Edimburgo. Per questo motivo vanno lette tutte, l’ultima compresa. Che però ho trovato interessante, sì, ma troppo sbrigativa nel finale un tantinello farraginosa. Ad ogni buon conto, Rebus is Rebus: always. Voto 6 e 1/2.

9) L’invenzione della madre (Marco Peano): un’opera prima di straziante e dolorosa bellezza. Commovente e di grossa empatia. Voto 9 e 1/2.

10) L’ultimo teorema di Fermat (Simon Singh): un viaggio nell’infinito mondo dei numeri e di un teorema rompicapo che ha tenuto impegnata la mente di un uomo, per tutta la sua vita, fino alla soluzione del grande emigma del grande burlone francese. E’ sempre bello parlare e leggere di numeri. Voto 9.

Stay tuned…

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Donatella Berzaghi

Per caso, ho ripreso in questi giorni a leggere uno degli scrittori italiani più acuti e sagaci che abbia mai letto: Giorgio Scerbanenco. Nello specifico, da ieri, il suo romanzo intitolato “I Milanesi Ammazzano Al Sabato“. Titolo curioso, intrigante che racconta una storia che non si discosta molto dalla notizia letta qui, quest’oggi. Una strana coincidenza che rende questa lettura del 1969 ancora più affascinante del mondo postribolare che ci gira attorno. Come dice una protagonista del romanzo:

tutto è una porcheria, tutto è sporco e tutto risulta diverso da quello che sembra“.

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