Il testa coda con la città gigliata

01) 27.11.2011 – XXVIII FIRENZE MARATHON – 03:17:42
02) 29.01.2012 – XIV NAPOLI CITY MARATHON – 03:18:14
03) 18.03.2012 – XVIII MARATONA DI ROMA – 03:18:35
04) 11.10.2015 – XXXVIII CHICAGO MARATHON – 03:23:09
05) 15.03.2015 – XXXVII MARATO’ DE BARCELONA – 03:23:51
06) 03.04.2016 – XXX PARIS MARATHON – 03:23:59
07) 03.05.2015 – XXI PRAGUE MARATHON – 03:24:03
08) 22.04.2012 – XXII MARATONA DEL SANTO (PADOVA) – 03:24:43
09) 30.05.2014 – XXXVII STOCKHOLM MARATHON – 03:24:49
10) 29.09.2013 – XL BERLIN MARATHON – 03:26:19
11) 16.10.2016 – XXXXI AMSTERDAM MARATHON – 03:28:03
12) 16.11.2014 – XXVIII TURIN MARATHON – 03:28:37
13) 06.11.2011 – XXXXII NEW YORK CITY MARATHON – 03:28:57
14) 10.04.2016 – XXII MARATONA DI ROMA – 03:29:15
15) 23.03.2014 – XX MARATONA DI ROMA – 03:32:41
16) 22.03.2015 – XXI MARATONA DI ROMA – 03:33:57
17) 12.10.2014 – XXVII MARATONA D’ITALIA (CARPI) – 03:34:29
18) 30.09.2012 – XXXIV MARATON WARSZAWSKI – 03:37:11
19) 27.11.2012 – XXIX FIRENZE MARATHON – 03:37:24
20) 24.11.2013 – XXX FIRENZE MARATHON – 03:40:33
21) 17.03.2013 – XIX MARATONA DI ROMA – 03:42:28
22) 25.09.2011 – XXXIII MARATON WARSZAWSKI – 03:43:02
23) 30.11.2014 – XXXI FIRENZE MARATHON – 03:44:28
24) 20.03.2011 – XVII MARATONA DI ROMA – 03:48:20
25) 28.11.2010 – XXVII FIRENZE MARATHON – 03:49:35
26) 07.12.2014 – XVII MARATONA DI LATINA (SABAUDIA) – 04:11:10
27) 21.04.2014 – CXVIII BOSTON MARATHON – 04:12:57
28) 27.11.2016 – XXXIII FIRENZE MARATHON – 04:19:54
29) 29.11.2015 – XXXII FIRENZE MARATHON – 04:46:51

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Parco Güell

Non poteva che iniziare così, l’anno 2015. E ci speravo, solo questo. In fondo, si sa, la gara master è sempre dura da affrontare.
Ma andiamo con ordine.

MARATHON 2015
20) 15.03.2015 – XXXVII ZURICH MARATO BARCELONA – 3h23’51”
Barcellona è una città fantastica: arrivo sotto la pioggia, al sabato. Le previsioni, però, parlavano di bel tempo, almeno per la giornata successiva. Era ciò che contava. Mi sentivo carico, ma non volevo illudermi. Parto troppo spedito per mantenere un ritmo così alto (4’38″/km) per i miei allenamenti (4’50″/km) ed infatti rallento ed arretro. La vista del Camp Nou mi dà la giusta carica iniziale: al passaggio della mezza (1h39’43”) le forze ci sono ancora, per continuare sul ritmo gara. Non perdo terreno, anche se un leggero rallentamento inizio a percepirlo. Al 40° km, sotto la statua di Cristoforo Colombo e in procinto di percorrere gli ultimi 2 km in salita, vedo l’ammiraglio venirmi incontro e domandarmi se preferisco salpare con lui in direzione delle americhe. Che fatica! mi supera un centinaio di altri atleti ma alla fine chiudo in un incoraggiante 3h23’51”.

21) 22.03.2015 – XXI MARATONA DI ROMA – 3h33’57”
Roma, la si fa. La si corre ogni anno. Anche se 7 giorni prima si è stati già impegnati in un’altra identica gara. E questa verrà menzionata per 3 eventi: la pioggi infinita, dal primo all’ultimo km; la meravigliosa medaglia raggiunta all’arrivo; il sorprendente negative split, mai pensato di fare prima.
1h47’25” nella prima parte; 1h46’32” nella seconda.

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XL BMW BERLIN MARATHON

Manca, oramai, una sola settimana: ci siamo. Dopo un’estate all’insegna di “nuovi allenamenti” sono (quasi) pronto per questa avventura tedesca: correre, dopo la NYCM, un’altra delle World Marathon Majors lungo il percorso più pianeggiante e scorrevole che ci sia al mondo (non a caso BERLINO è la sede del record mondiale). L’obiettivo è soltanto uno: migliorare il proprio tempo, raggiungere un new personal best time. D’accordo, un conto è dirlo, un altro è farlo ma si prova ugualmente a stabilire il nuovo PB.
Si va a caccia di un tempo inferiore a quanto raggiunto il 27.11.2011, in occasione della XXVIII FIRENZE MARATHON: 3h17’42”. E poi, speriamo che non piova.

Ps
L’anno scorso fu bello così.

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Quel che è accaduto a NY

Ho aspettato ben due settimane prima di raccontare qualcosa dell’esperienza americana. Ancora adesso, mentre provo a mettere per iscritto qualche pensiero, debbo cercare di essere distaccato, freddo e spensierato per non essere investito da tanta gioia ed emozioni così forti come quelle provate durante tutta la permanenza a NY.

La maratona di New York è una gigante festa; si inizia ad essere febbrilmente coinvolti almeno una settimana prima. Manhattan si popola di runners-turisti e quel che accade la prima domenica di novembre, ogni anno, per la gran parte dei newyorkesi è un appuntamento fisso e imperdibile: si blocca il traffico, si ferma la metropoli; si attendono, lungo le strade del percorso, gli oltre 45.000 runners provenienti da ogni angolo del pianeta per assisterli ed incitarli.

La maratona di New York significa correre i leggendari 26.2 miles attraverso i 5 distretti: Staten Island, Brooklyn, Queens, Bronx, Manhattan. Un divertimento assoluto è stato passare tra le vie di Brooklyn, con due ali di folla ai bordi della strada che ti avvolgono come succede ai ciclisti quando si arrampicano lungo i valici nelle tappe di montagna.

La maratona di New York si snoda lungo un tracciato che risulta, se non il più difficile al mondo, almeno uno tra quelli più impegnativi (eccome se si è sentito) con i suoi 5 ponti (il Verrazano Bridge alla partenza, il Pulaski Bridge alla mezza maratona, il Queensboro Bridge al 25° km, il Willis Avenue Bridge e il Madison Avenue Bridge, dopo il 30esimo km, zona Bronx). Il più duro di tutti è il Queensboro Bridge con la sua salita interminabile ma vale la pena soffrire per quel tipo di esperienza (dura) che ti regala. E’ stato come vivere una fase mistica: impagabile l’ascolto di quel silenzio assoluto accarezzato dal vento, fatto di sudore, lacrime e fatica mentre sopraggiungevano i primi dolori. Uscire dal tunnel fatto di ferro e sbucare sulla 1st Avenue, è tutto quello che si può immaginare di vivere al massimo durante una maratona: adrenalina pura e gioia infinita di essere, a quel punto, non più lontani dal realizzare quel sogno cullato per tanti, troppi anni. Ed esserci, finalmente.

La maratona di New York è quella gara in cui speri non solo di concluderla (obiettivo minimo) ma di stabilire, perché no, anche il nuovo primato personale. Avevo sperato di transitare a metà gara entro 1h43’30″, ed invece ho fatto meglio: passaggio ai 13.1 miles in 1h41’13”. Ho concluso con un divario del coma (cit.) pari a 6’31”, una piccola debacle, ma il tempo buono accumulato in precedenza mi consentiva di completare la mia prima NYCM con un nuovo personal best sotto le 3h30′, per la precisione 3h28’57”. Bellissimo.

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L’ultimo allenamento made in Italy

Approfittando della giornata di festa, ho portato a termine il mio ultimo allenamento impegnativo prima di lasciare l’Italia.
21.12 km ricoperti in 1h31’17”.
Le sensazioni non sono state cattive: ho cercato di scegliere un percorso fatto da lunghi tratti in falsopiano. Il tempo impiegato, la fatica accumulata ma contenuta e i pochi (nonché piccoli) fastidi muscolari percepiti mi lasciano ben sperare per l’obiettivo prefissato per domenica prossima, quello di abbassare il record personale fermo a 3h43’02”. Sarebbe fantastico transitare a metà gara entro 1h43’30” in quanto dovendo percorrere le due metà uguali… E’ un obiettivo molto ambizioso ma tentare si deve.

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Aspettando il viaggio

Prima di ogni buona partenza si compone una lista. La lista delle cose che è indispensabile portare con sé, se non si vuole rovinare la festa fin dall’inizio. La mia, per il viaggio imminente di giovedì prossimo*, dice:

– adattatore presa elettrica ITA-USA per il relativo smartphone (la macchina fotografica, stavolta, mi sa tanto che rimane a casa perché superata dalla maggiore praticità dei maledetti piccoli pc travestiti da cellulari): ok;
– guanti e cappellino (ché non si sa mai, dovesse fare un freddo becco): ok;
– abbigliamento sportivo di vario tipo e doppio paio di scarpe da running (di cui il primo, quello per la gara, assolutamente non imbarcabile in stiva ma già riposto nel bagaglio a mano): ce l’ho;
– qualche biglietto verde (molto più affascinanti dei nostri euro): ok;
l’ESTA (che non ho ancora capito bene se è una tassa di soggiorno oppure una presa per il culo): ce l’ho.

Anche per il resto sembra che ci sia davvero tutto. Ragion per cui sono pronto.

Let’s go!

*E’ ancora presto per annunciarlo, ma ormai manca poco.

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Saluti da Fujioka

E anche a Tokyo ci è scappato il giro fuori distretto. L’occasione è nata dall’invito della zia a passare a salutarla nel suo ristorante, tipicamente locale, per il pranzo. Ha scelto di vivere lontana dal caos della metropoli, per la precisione a Fujioka, nella prefettura di Gunma, a circa 70 km a nord della capitale.
Dopo un viaggio tranquillo, sebbene molto lungo, siamo giunti in questo apparente piccolo centro, con case tutte intorno a dei campi di riso. Anni luce di distanza da quello che, fino a poche ore prima, si poneva davanti ai nostri occhi come una costante: il caos organizzato.
Pare che da quelle parti di italiani non si siano mai avute tracce. Per eliminare questa buona tradizione, è successo che ne circolassero addirittura due nello stesso momento: me e mio fratello.
Una volta entrati nel ristorante, abbiamo fatto la conoscenza di un personaggio fuori dal tempo, folle come pochi, ma pur sempre gentile, cortese, nonché un ottimo cuoco.

Lo zio.

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